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Ascolto consigliato: Galantis “No Money”

 

Ho temporeggiato parecchio prima di scrivere questa settimana, è successo e non me ne scuserò con voi perché l’argomento mi mette in difficoltà; chi di voi si sente perfettamente a suo agio a parlare di soldi, scagli la prima pietra!

Perché devo parlarvi di soldi? Perché non è l’amore che muove il mondo ma il vile denaro! Lo so,  è un’affermazione cruda ma è inutile fingere che non sia cosi.

Non sono la persona più preparata per parlare di denaro, non sono mai stata ricca, non mi è mancato nulla sia chiaro, anzi i miei hanno anche cercato in tutti i modi di viziarmi, però non ho mai accumulato soldi e sono cresciuta con l’idea che servivano per essere spesi!

Le poche volte che ho avuto una somma discreta sul mio conto, ho sempre saputo come dilapidarla, va da sé che non conosco il brivido della serenità economica, scusate l’assurdo della parola ‘brivido’ con la parola ‘serenità’! Vero è che “i soldi ce l’ha chi se li tiene” diceva mio padre per indicarmi i cosiddetti tirchi!

Una cosa che avrete notato tutti è che i ricchi generalmente sono tirchi, chi ha, ne vuole sempre di più e ci sarà alla base un preconcetto, però quanto è vero?! Pensateci.

Al contrario, chi ne ha pochi spesso soffre di generosità compulsiva!

Una cosa che trovo ancor più incredibile è il rapporto di Credit Suisse, società leader del mercato a livello mondiale nell’ambito dei servizi finanziari, che sottolinea un’enorme disparità: mezza ricchezza globale è nelle mani dell’1% del mondo e in Italia sono 1,3 milioni i milionari.

L’articolo che ho letto a riguardo su Repubblica.it denuncia che i ricchi al mondo sono: “36 milioni, è come se esistesse uno Stato delle dimensioni della Polonia abitato solo da milionari”.

Signori e Signore poveri, che fate parte come me della fetta più grande della popolazione, ho una bella notizia per noi: chi ha meno, deve mangiarsi il cervello per migliorare la sua condizione.

Questo significa che dovrete chiedere di più a voi stessi, avete un ottimo motivo per farlo: campare!

So che la gran parte di voi starà dicendo “Si va be, dammi un milione e ti faccio vedere io come migliora la mia vita” avete mai sentito dire che i soldi danno alla testa? Esempio: quelli che vincono improvvisamente delle cifre astronomiche alla lotteria, spesso si bruciano tutto nel giro di un paio d’anni.

Per possedere bisogna saper gestire e non stiamo considerando le rogne che portano le proprietà, il mio vecchio proprietario di casa aveva diversi immobili da amministrare e mi raccontò che lui non parte mai, estate o inverno, primavera o autunno, sempre al chiodo deve stare, perché esistono i ladri e lui non può permettersi di essere derubato per andare in vacanza, dice lui, io dico che per VIVERE dovrebbe poterselo permettere, altrimenti a che serve possedere di più?!

Senza scomodare il Capitalismo, tantomeno Marx vorrei porgere io una domanda a voi: a che servono i soldi?

Prima del denaro c’era il baratto ed era semplicemente uno scambio: io metto a disposizione le mie capacità per te e tu fai altrettanto, non vi pare un modello divino?! A me si!

Inoltre imponeva  che tutti potessero sviluppare le proprie abilità, perché la dovevi saper fare una cosa per potertene permettere un’altra! Il piacere che provi nel saper fare qualcosa, è talmente gratificante che ancora oggi nell’epoca del “tutto a un costo” alcune persone scelgono di fare qualcosa pro bono, per interesse, etica o semplice generosità.

Forse il denaro è una droga e noi viviamo in un mondo di tossici, lo sono anche io e voi che state leggendo ora, ma è talmente ‘normale’ che nessuno se ne accorge. “I soldi non fanno la felicità ma figurati la povertà” diceva qualcuno ma a questo proposito vorrei citarvi un’altra fonte, un americano che all’anagrafe rispondeva al nome di Clifford Odets e che per lavoro forse faceva il visionario si, era drammaturgo, regista e attore ma, secondo me, ha detto una cosa troppo vera “La vita non dovrebbe essere stampata su una banconota”.